Ostetricia e Ginecologia

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Ecografia Ostetrica alla 12° Settimana

L’esame ecografico, eseguito fra la 11° e la 13° settimana di gestazione, permette di effettuare una datazione precisa della gravidanza e di stabilire la data presunta del parto, e di evidenziare eventuali caratteri fetali sospetti per presenza di alterazioni cromosomiche, principalmente la sindrome di Down o trisomia 21, che rappresenta la patologia cromosomica più frequente.
Infatti il riscontro ecografico di un aumento di spessore della TRANSLUCENZA NUCLE FETALE e la mancata visualizzazione dell’OSSO NASALE FETALE, rappresentano una indicazione ad eseguire la VILLOCENTESI o PRELIEVO DEI VILLI CORIALI, esame invasivo che consente di diagnosticare l’alterazione cromosomica sospettata in seguito ai riscontri ecografici: la donna può in questi casi richiedere l’interruzione volontaria della gravidanza, secondo la legge 194 del 1978.

Bi Test o Test Combinato

Associando alla ecografia della 12° settimana un prelievo ematico, per dosare nel sangue materno il livello di 2 ormoni di origine placentare (PAPP-A e free-beta HCG), si ottiene il calcolo personalizzato per ciascuna singola gestante del rischio di sindrome di Down, rischio che è legato all’età della donna e diventa significativo a partire dai 35 anni.
Eseguito il BI TEST, ciascuna gravida può quindi confrontare il suo rischio personale con il rischio “medio” per la sua età e stabilire se il suo rischio è basso, oppure alto.
Si considera rischio ALTO, meritevole di esecuzione di esame invasivo (VILLOCENTESI), un risultato del BI TEST di 1 : 250 / 1 : 300.

Isterosalpingosonografia

Si tratta di una procedura ecografica ambulatoriale, che si esegue per valutare le condizioni delle tube e della cavità uterina.
Attraverso un sottile catetere posizionato in utero, viene iniettata soluzione fisiologica sterile ed un gel (EX EM FOAM), il cui passaggio, prima nell’utero e poi attraverso le tube, viene visualizzato “in diretta” tramite ecografia transvaginale.
Prima di eseguire questo esame, sono necessari tamponi vaginali e cervico-uretrali, e un prelievo per la ricerca di anticorpi anti-Clamydia Trachomatis, per escludere infezioni in atto e ridurre quindi il rischio di infezione pelvica successiva all’esame (0,1-0,2 % ).
Anche in caso di tamponi negativi, viene consigliata una profilassi antibiotica, limitata al giorno di esecuzione dell’esame, che risulta essere molto ben tollerato se eseguito con questa metodica. E’ segnalato un aumento statisticamente significativo delle probabilità di gravidanza spontanea nei mesi successivi.

Ricerca del DNA fetale nel sangue materno o NIPT (non invasive prenatal test)

Nell’ambito della diagnostica prenatale, è l’esame più recentemente introdotto: tramite un semplice prelievo ematico, il test serve ad indagare in modo non invasivo l’eventuale presenza di anomalie cromosomiche fetali, recuperando il DNA fetale libero circolante nel sangue materno.
Può essere eseguito a partire dalla 11°-12° settimana, prima di tale epoca gestazionale la quantità di DNA fetale circolante può non essere sufficiente per avere una risposta.
A discrezione della gravida, il test può ricercare eventuali anomalie dei 5 cromosomi più frequentemente coinvolti, cioè il 21, 15, 18, X e Y (PRENATAL SAFE 5), oppure di tutti i cromosomi (PRENATAL SAFE KARYO), con differenza d costo fra i due tipi di esame.
In caso di riscontro di alterazione cromosomica, per poter procedere alla interruzione volontaria di gravidanza in base alla legge 194, è necessaria la conferma diagnostica tramite esame invasivo (VILLOCENTESI).

Ecografia Morfologica

Viene eseguita fra la 19° e la 22° settimana di gestazione e serve ad esaminare le strutture fetali, per accertare o escludere eventuali malformazioni. Viene effettuata un’osservazione analitica di tutti i distretti anatomici esplorabili nel feto, oltre alle misurazioni biometriche, atte a valutare la crescita. Si controllano anche la placenta, il cordone ombelicale e il liquido amniotico.
Questo esame ecografico, anche se eseguito da un operatore esperto, ha comunque dei limiti intrinseci, e non è quindi in grado di diagnosticare la totalità delle malformazioni fetali: le anomalie minori possono infatti sfuggire all’indagine, soprattutto in caso di sovrapeso o obesità materna, che rendono l’esame difficoltoso e meno attendibile.